Occupandomi di consulenza legale per il settore del Green Marketing e per logica conseguenza della correttezza delle campagne pubblicitarie che contengono slogan di tal genere, mi tengo costantemente informata.
Ed in particolare tra un etichetta ed un altra, cerco di non farmi sfuggire nuove campagne pubblicitarie soprattutto se lanciate da Big Food che non si distinguono per la grande salubrità dei cibi/bevande proposte.
Proprio stamane leggendo i nuovi articoli dell’avvocato Dario Dongo sul suo sito Fatto Alimentare, ho appreso di una segnalazione rivolta all’autorità competente ( IAP) della nuova campagna pubblicitaria di Estathe.
L’estathè Brick Bottle a portata di merenda
Sul sito si legge appunto che “La pubblicità mostra bambini di circa 7-8 anni mentre corrono, giocano e consumano la bevanda, proposta come una merenda.
Le immagini trasmettono un messaggio gravemente diseducativo, in contrasto con le raccomandazioni pediatriche e con le linee guida nutrizionali.
COSA SI VEDE NELLO SPOT
Nello spot una madre offre la bibita al figlio in un contesto spensierato, normalizzando il consumo di una bevanda zuccherata come opzione appropriata per i più piccoli. Un messaggio che rischia di minare l’impegno di famiglie e pediatri nella lotta all’obesità infantile.
IL MARKETING EMOZIONALE VINCE
Una brick bottle di Estathé copre da sola quasi il 50% dell’assunzione di zuccheri consigliati da Oms, valori non proprio rassicuranti. Un apporto troppo alto se abbinato ad una merenda intesa come ulteriore snack.
Ma la potenza del marketing emozionale è così forte e penetrante da superare l’assenza quasi totale di benefici nutrizionali.
RASSICURARE I CONSUMATORI ATTRAVERSO GESTI DI FIDUCIA TRA MAMMA E FIGLIO
Lo spot ritrae una mamma che sceglie di far bere o mangiare qualcosa al proprio bambino, un segno di assoluta fiducia per chi guarda. Uno scopo chiaro: persuadere i consumatori e rassicurarli.
LO SPOT DEL 1995 TRA BAMBINI E FRASI GREEN
In uno spot del 1995 lo stesso colosso del mondo dei the aveva diffuso uno spot televisivo che riportava uno slogan “Bevi sano bevi naturale”, il vero succo dei limone.
Sullo schermo bambini e sorrisi, brick di the bevuti in compagnia dei genitori.
E’ fuor di dubbio che oggi, nel 2025 uno spot pubblicitario strutturato così non avrebbe avuto spazio o comunque sarebbe stato quasi immediatamente censurato da tempestive segnalazioni.
Questo passaggio è segno dei tempi e della diversa sensibilità che per fortuna riduce l’indifferenza quanto del pubblico dei consumatori quanto dei professionisti che giustamente si premurano di vigilare su quanto arriva a casa degli Italiani.
Dott.ssa Romano Legal Food&GreenMarketing






